La Casa di Riposo di Monterotondo è sorta da una generosa intuizione del defunto Parroco di S. Maria delle Grazie in Monterotondo, Don Giuseppe Boccetti.

“… non sempre l’anziano, il nonno, la nonna, ha una famiglia che può accoglierlo. E allora ben vengano le case per gli anziani… purché siano veramente case, e non prigioni! E siano per gli anziani, e non per gli interessi di qualcuno altro! Non ci devono essere istituti dove gli anziani vivono dimenticati, come nascosti, trascurati. … Le case per anziani dovrebbero essere dei “polmoni” di umanità in un paese, in un quartiere, in una parrocchia; dovrebbero essere dei “santuari” di umanità dove chi è vecchio e debole viene curato e custodito come un fratello o una sorella maggiore.”
(discorso del Santo Padre Francesco – Piazza San Pietro, 28 Settembre 2014)

Don Giuseppe Boccetti, Parroco di Santa Maria delle Grazie in Monterotondo in provincia di Roma, sembra che negli anni ‘70 abbia precorso lo spirito che anima il citato discorso del Santo Padre e il 17 gennaio 1972 costituì la piccola Casa di Riposo “Giovanni XXIII”, ricavata nella vecchia Canonica di S. Rocco, adattata alla meglio allo scopo. La sua idea, nata dalla presenza di alcuni casi di abbandono totale o di trascurata assistenza di persone anziane, aveva alimentato la sua maggiore preoccupazione pastorale, dIventando così il suo “sogno principale”: “…dare una casa agli anziani, anche coniugati, perché meritevoli più di chiunque altro di godere dei loro ricordi, di vivere in tranquillità e di smaltire le amarezze degli anni passati…”.
Ma con questa prima realizzazione Don Giuseppe, ancora oggi presente e vivo nella memoria dei suoi parrocchiani, non smise di pensare ad una migliore sistemazione delle “sue vecchiette”, e tra tante difficoltà e preoccupazioni, incoraggiato dalla persistente generosità dei fedeli, il 30 marzo 1979, poneva la prima pietra della “Nuova Casa di Riposo Giovanni XXIII”, assistito da un Comitato Operativo, appositamente costituito.

La scomparsa di Don Giuseppe, avvenuta l’11 febbraio 1983, non permise al Fondatore della Casa di Riposo di vedere, con gli occhi di questo mondo, la sistemazione delle “sue vecchiette” nella nuova sede.
Ad altri toccò di proseguire l’iniziativa di Don Giuseppe, primo in ordine di tempo, Don Antonio De Dominicis, nominato Parroco di S. Maria delle Grazie il 17 luglio 1983. Al suo insediamento constatò che la Chiesa di S. Maria delle Grazie aveva bisogno di importanti opere di ristrutturazione, in quanto inagibile, (funzionava solo la Chiesa di S. Rocco); anche la sistemazione degli anziani nella Canonica di S. Rocco necessitava di urgenti lavori per conferire un minimo di dignità funzionale e della nuova sede della Casa di Riposo era stata realizzata solo la struttura in cemento armato. Dopo un primo momento di scoraggiamento e tra mille difficoltà e contrarietà e inviti alla prudenza da parte della Diocesi, per il fallimento di altre iniziative similare, Don Antonio, sollecitato anche dalla spinta dei collaboratori di Don Giuseppe, scelse di affrontare tutte le problematiche, tra cui anche il completamento della costruzione della Nuova Casa.
Con l’aiuto della Provvidenza e grazie alla generosità dei fedeli, la costruzione della Nuova Casa fu ultimata e resa agibile nel febbraio del 1990.
Alla cerimonia di inaugurazione l’11 marzo 1990 parteciparono il Vescovo, il Sindaco e altre autorità locali, ed in quella occasione fu deciso di dedicarla a Don Giuseppe Boccetti. La Nuova Casa di Riposo, nata nella povertà delle cose e nella limitatezza dei mezzi, ma saldamente fondata sulle speranze, sulla tenacia, sulla fede e sulla costanza di coloro che avevano raccolto la sfida del Fondatore e avevano scelto di proseguire la sua missione, vide quel giorno la realizzazione del sogno di Don Giuseppe, nella gioia e nella felicità di tutti.
Dopo il trasferimento degli anziani dalla vecchia Canonica di S. Rocco alla Nuova Sede, si avviò un lungo periodo di organizzazione gestionale.
Nello spirito del Fondatore era fortemente vivo il principio di mettere a disposizione la Casa agli anziani più bisognosi, per cui particolarmente fermo è stato l’impegno a mantenere basso il livello della retta per l’ospitalità. Questo è stato possibile grazie ad una costante opera di evangelizzazione e di formazione, intrapresa da Don Antonio, con l’aiuto della Diocesi, che pian piano ha fatto prendere coscienza alla comunità parrocchiale la possibilità di esprimere la propria missione in favore degli anziani nella nuova Casa, dando luogo alla costituzione di un gruppo di Volontari, collaboratori nell’attività di vigilanza e nella gestione amministrativa.
Il 10 settembre 2000 S.E. il Vescovo, Lino Fumagalli nominò Parroco della Parrocchia S. Maria delle Grazie Don Paolo Spano, cresciuto proprio in questa parrocchia assieme a don Giuseppe, con il quale aveva condiviso, sebbene ancor giovane, il “sogno” della costruzione della nuova Casa.
Avendo superato le difficili fasi della costruzione e dell’avvio del progetto sostenute dal Fondatore e dal suo primo successore, Don Paolo ha potuto concentrare i propri sforzi nell’opera di ammodernamento e di miglioramento dell’ospitalità degli anziani, ponendo particolare attenzione sia ad importanti trasformazioni strutturali (rinnovamento degli arredi, adeguamento delle condizioni di sicurezza degli impianti, ammodernamento delle attrezzature di mensa, ecc), che alla creazione delle condizioni più favorevoli alla vita in una “comunità famiglia” dove tutti si sentano accolti dall’amore misericordioso di Dio, attraverso quanti operano e collaborano nei vari settori della pastorale parrocchiale.
In questo processo di rinnovamento rientra l’inserimento delle suore ICAS (Istituto Coadiutrici Apostolato Sociale), che dal mese di marzo del 2004 prestano la propria opera missionaria presso la Casa di riposo. Grazie all’opera misericordiosa delle suore si è intensificata la vita spirituale e di preghiera degli ospiti della Casa, con il coinvolgimento anche di un numero crescente di operatori volontari, fedeli della parrocchia.
Questo è il progetto di sviluppo della Casa di Riposo, che Don Paolo e i suoi Collaboratori, religiosi e laici, si propongono di realizzare con la preghiera e l’aiuto di Dio, accogliendo pienamente il senso della frase di E.I. Bortz, che stava tanto a cuore a Don Giuseppe e a Don Antonio: “Diamo pure più anni alla vita, ma diamo anche più vita agli anni.”.

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